29) Schopenhauer. Aforismi.
Terminiamo la rassegna delle letture di Schopenhauer con alcuni
aforismi.
A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, secondo, 30.
Se io dico in un altro mondo, la domanda dov' l'altro mondo?
scaturisce da una grave incomprensione. Ci che unicamente d un
significato a ogni dove , infatti, lo spazio, il quale
appartiene proprio a questo mondo; al di fuori di esso non vi  un
dove. Pace, quiete e beatitudine soltanto l possono esistere,
dove non vi  n dove, n quando.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagina 721.
A. Schopenhauer, Nuovi Paralipomeni, 290.
La visibilit delle cose, quest'unico aspetto innocente del mondo,
la pura rappresentazione, nella quale si mostrano in modo cos
chiaro e significativo le molteplici forme distinte nelle quali la
volont si manifesta -  cos bella che c'incatena all'esistenza
come al luogo pi chiaro e luminoso: e noi dinanzi alla morte
rabbrividiamo soprattutto perch scorgiamo in essa quelle tenebre,
dalle quali un giorno ci distaccammo e alle quali ritorneremo. Ma
io credo che quando la morte avr chiuso i nostri occhi, noi ci
troveremo in una luce, al cui confronto la nostra luce solare non
 che ombra.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagina 721.

A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione,
capitolo quarantunesimo.
Ci che per l'individuo  il sonno,  per la volont , concepita
come cosa in s, la morte. Rinfrescato dal sonno della morte e
provvisto di un altro intelletto -  questa la lete per lui -
l'individuo risorge quale essere nuovo:  verso nuove rive lo
chiama un nuovo giorno!.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 1183.

A. Schopenhauer, Nuovi Paralipomeni, capitolo X,  305.
Voi vi lagnate della fuga del tempo: esso non fuggirebbe in modo
cos irresistibile se vi fosse in esso qualche cosa degna di
essere trattenuta.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 107.

A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena,  570.
La morte acquieta l'invidia completamente, la vecchiaia lo fa per
met.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 119.

A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena,  571.
La misantropia e l'amore della solitudine sono concetti affini.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 119.

A. Schopenhauer, Nuovi Paralipomeni,  590.
Si ha ragione di cercare gli esseri umani o di evitarli, a seconda
che si tema di pi la noia o il dispiacere.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 130.

A. Schopenhauer, Nuovi Paralipomeni,  28.
In quanto la filosofia non  conoscenza secondo il principio della
ragione sufficiente, ma conoscenza dell' idea, essa infatti deve
essere annoverata nel numero delle arti...Siccome ogni esprimere
in concetti  un sapere, la filosofia  perci una scienza: in
realt essa  un intermedio fra arte e scienza, o piuttosto ci
che unisce in s arte e scienza.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 163.

A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, volume secondo, pagina
692.
Alla Madonna Sistina.
Ella lo porta nel mondo.
ed Egli guarda atterrito.
nella caotica confusione dei suoi errori,.
nella selvaggia frenesia del suo furore,.
nell'insana follia della sua attivit,.
nel dolore mai acquietato dei suoi tormenti,.
guarda atterrito: eppure irradia.
pace e fiducia e splendore di vittoria.
il suo occhio, che gi annunzia l'eterna liberazione.
A. Schopenhauer, Introduzione alla filosofia e scritti vari,
Paravia, Torino, 1960, pagina 181.
